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Agriturismo a Follonica, Mare Toscana

Agriturismo Tenuta di Vignale

"...con cagne magre, studiose e conte
Gualandi con Sismondi e con Lanfranchi
s'avea messi dinanzi dalla fronte..."


Dante Alighieri, Inferno. XXXIII, 31-33

La Tenuta di Vignale, ubicata a sud di Campiglia, sorge su di una modesta altura che domina la piana del fiume Cornia e nei pressi delle rovine di un castello, conosciuto, in antico, con il nome di Vignale Vecchio. Il toponimo "Vignale" ha, probabilmente, derivazione dall'aggettivo latino vinealis e ciò fa supporre che quei terreni fossero, all'epoca, coltivati a vigna.

Il castello fu possesso dei longobardi Lambardi dai quali passò, attorno al 711, nei beni della Mensa arcivescovile di Lucca. Al 1365 risale la distruzione del castello ad opera delle truppe della vicina Piombino, che ne fecero un feudo dei potenti signori d'Appiano.

Nel 1704, i Principi di Piombino, Ippolito e Gregorio Ludovisi, succeduti nel governo dello Stato dei Presidi ai d'Appiano, promossero un progetto di bonifica agraria di tutto il pascolo di Vignale, che nel 1746 fu acquistato dal Cavalier Lelio Franceschi.

I Franceschi, nobili corsi, giunsero a Livorno con Adriano, comandante delle navi da guerra di S.A.S. il Granduca di Toscana che, all'epoca, solcavano il Mediterraneo impegnate in quella "guerra di corsa" che caratterizzò l'attività marinara toscana nel XVII secolo.

Agriturismo Maremma
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Nel 1878 la tenuta venne suddivisa in due parti di valore equivalente tra gli eredi dei due cugini Francesco e Luigi Franceschi. La metà del conte Francesco pervenne, come bene dotale della figlia Marianna Franceschi (1817-1865), nel patrimonio dei conti Rosselmini Gualandi, avendo Marianna sposato (1841) il conte Alessandro Emanuele (1800-1852), raffinato letterato, pastore arcade della Colonia Alfea e membro dell'originale Accademia dei Lunatici, fondata da Margaret Jane King, poi lady Mountcashell (alias Margaret Mason), e buon amico della poetessa livornese Angelica Palli Bartolomei e del poeta Giacomo Leopardi nel suo soggiorno pisano (1827).

L'altra parte della tenuta, ereditata dagli eredi del conte Luigi Franceschi fu dopo il 1876 acquistata dai conti genovesi Figoli des Geneys.

I ghibellini Gualandi, una delle più illustri famiglie dell'aristocrazia pisana di origine germanica (parteciparono, infatti, alla memorabile giornata della Meloria), si e' estinta con Maria Anna Cecilia, figlia di Antonio Gualandi Campiglia, che, per disposizione testamentaria (1804), volle che il suo glorioso cognome fosse continuato dai suoi nipoti: Giuseppe Odoardo e Alessandro Emanuele, figli di Pietro Leopoldo Rosselmini e di Maddalena Roncioni, sorella di Isabella, amata da Ugo Foscolo e musa ispiratrice delle "Ultime lettere di Iacopo Ortis" (1821). Con tale unione matrimoniale questo ramo della famiglia assunse il cognome Rosselmini Gualandi.

Con il matrimonio di Emma Rosselmini Gualandi (1851-1921), figlia di Alessandro Emanuele, ultima esponente dell'illustre casato pisano, con Giuseppe Giuli, figlio del senatore Domenico, la Tenuta di Vignale ed altre storiche e prestigiose proprietà terriere confluirono nel patrimonio dei conti Giuli, che unirono al loro cognome anche quello dell'antica schiatta pisana, citata da Dante nel canto del conte Ugolino.

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Tenuta di Vignale

Cicloturismo

Tenuta di Vignale
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Dintorni

Agriturismo Tenuta di Vignale
Loc. Vignale n°5 Riotorto
57025 Piombino (Li)

Tel. e Fax 0565 20846
Cell. 349 2568142
Piva 01238270498